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E-book e smarrimento del senso della pagina

kindle 4 Amo i libri, ma mi piace la tecnologia e dunque non ho pregiudizi sugli ebook, tutt’altro. Mi sono sempre detta che conta il contenuto, meno il supporto: le diverse occasioni e il tipo d’uso che di un certo contenuto facciamo possono spingerci a preferire ora la carta ora i bit.
Perciò quando ho comprato un Kindle e ho cominciato a sperimentare la lettura su quel dispositivo, l’ho fatto con la migliore disposizione d’animo che si possa immaginare.

Eppure dopo qualche giorno continuavo a chiedermi a cosa fosse dovuto il mio “disagio” e perché non riuscissi a condividere l’euforia spesso sbandierata dai tanti tecnoentusiasti che affollano la rete, quelli – per intenderci – che dichiarano di aborrire ormai il libro cartaceo perché non interattivo.

Riflettendoci ho capito che non è l’odore della carta che mi manca e neppure l’esperinza tattile e neanche il frusciare delle pagine…
Il mio problema con gli e-book è la perdita di orientamento: mentre leggo non so dove sono, se all’inizio, a metà o quasi alla fine del “libro”… Sì, certo, posso farmelo dire dall’e-book reader, ma non lo sperimento con gli occhi e con le mani!
Sembrerà una stupidaggine, ma questo smarrimento mi atterrisce.

Da sempre sono abituata a percepire la pagina come “unità minima di lettura” e misurare il progredire nella lettura (attività piuttosto impegnativa per una dislessica) o nello studio a suon di pagine, appunto.

Con un e-book il concetto di pagina invece si dissolve nella liquidità del testo e con esso ogni riferimento spazio/temporale. Per me è un po’ come “guidare a fari spenti nella notte.

Con il dissolversi dell’unità minima di lettura mi manca anche un punto di riferimento mnemonico fondamentale: ricordare un concetto o anche solo una frase ancorandolo all’immagine della pagina su cui l’avevo letto è sempre stato per me naturale.

Ecco perché ho un senso di smarrimento mentre un testo mi scorre davanti e so che può mutare col variare, ad esempio, del carattere e del corpo che scelgo.

Malgrado ciò, non arriverò a proclamare “o carta o morte!”.
So che sarò ben felice di portare in viaggio o anche solo sull’autobus un solo oggettino del peso di 200 grammi scarsi al posto di diversi tomi ben più pesanti; e so anche che il giorno che avrò dimenticato gli occhiali a casa benedirò l’e-reader per la sua possibilità di aumentare il corpo del carattere.

Ma di una cosa sono certa: oltre agli e-book, non smetterò mai di comprare anche libri di carta.