Techeconomy e le mie note a margine
È online dall’inizio di quest’anno e sta già riempiendo uno spazio informativo che mancava: è Tech Economy, «portale di informazione dedicato a quei manager interessati a comprendere meglio l’impatto delle tecnologie nello sviluppo del business nell’industria, nella finanza, nelle telecomunicazioni e nell’IT».
Tech Economy è un’idea di Stefano Epifani, che insieme a uno staff motivatissimo, ha raccolto intorno al progetto un nutrito manipolo di collaboratori.
«Tech Economy nasce per rispondere alla sempre maggiore domanda di informazione e conoscenza sulle tematiche connesse agli impatti dell’IT nel business e sulle modalità di gestione del cambiamento da parte dei manager nei diversi settori: produzione, vendite, marketing, organizzazione e risorse umane, finance e sistemi informativi».
Ci sono anche io, con le mia rubrichina Nota a margine, appunti a matita sugli aspetti apparentemente più semplici della comunicazione digitale.
11 febbraio 2012 Commenti
eBooklearn oltre eBooLearn
Il corso online su e-book ed editoria digitale di Unituscia è cominciato. Per ora si scaldano i motori familiarizzando con la piattaforma: ci presenta nel forum, si guardano le prime video-lezioni, si prendono le misure. Tutto questo all’interno del LMS del corso.
Ma il corso non è una specie di riserva indiana nella quale mantenere gelosamente custodita l’esperienza formativa. E così gli abbiamo dato un respiro esterno, creando avamposti nei luoghi più affollati della rete.
eBookLearn perciò si trova anche su:
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Anche chi non è iscritto ma è interessato agli argomenti trattati potrà trovare notizie, discussioni e materiali didattici anche fuori dall’aula.
26 febbraio 2010 Commenti
Carofiglio, l’avvocato Guerrieri e l’assenza di internet
Ho finito di leggere qualche giorno fa Le perfezioni provvisorie (Sellerio), l’ultimo libro di Gianrico Carofiglio. Adorabile!
Aspettavo con ansia una nuova avventura (la quarta) dell’avvocato Guerrieri e ho divorato con piacere le 325 pagine, in cui stavolta s’improvvisa detective, non senza un mucchio di ragionevoli dubbi e con una buona dose autoironia. Sempre più solo e malinconico, Guerrieri affascina per la sua imperfetta umanità.
Ma non ho intenzione di recensire il libro. Mi è piaciuto e basta, come mi erano piaciuti i tre che lo avevano preceduto.
C’è una cosa però che mi ha lasciata perplessa, una piccola “imperfezione provvisoria”: nel racconto non c’è traccia di internet, posta elettronica, social network… È buffo, perché si parla molto di giovani (universitari) di estrazione borghese-benestante, e perché i cellulari, viceversa, ci sono e hanno anche un ruolo cruciale nel dipanarsi della trama.
È vero che la storia si svolge un paio di anni fa (inevitabilmente); ma due anni non sono molti. E se anche vogliamo pensare che Facebook non fosse così affollata allora, l’uso di internet e della posta elettronica era già ben diffuso, perlomeno in quegli ambienti e nella fascia d’età dei personaggi.
Insomma, che un avvocato come Guerrieri, titolare di uno studio con tanto di dipendenti e praticante, non solo non usi ma neppure faccia mai riferimento all’email o a internet, suona strano, ecco. La storia infatti è saldamente incastonata in uno spazio (Bari e Roma) e in un tempo ben definiti, e connotata dai vizi e le debolezze propri di entrambi (droga, delinquenza, mancanza di valori…).
C’è qualcosa che manca, quindi, nell’attualità del racconto. Un’inezia, non di più, che mi fa pensare però che Carofiglio non abbia grande dimestichezza con le tecnologie e la rete. Ma è l’unico difetto che riesco a trovargli
4 febbraio 2010 1 Commento

